DNA nello Sport

I disturbi della nutrizione nello sport rappresentano una problematica seria e diffusa, con implicazioni sia fisiche che psicologiche per gli atleti. 

Anoressia atletica: restrizione calorica estrema e allenamento eccessivo.
• Bulimia atletica: abbuffate seguite da purghe (vomito, lassativi, esercizio estremo).
• Ortoressia: ossessione per un’alimentazione “pura” o “salutare” definita “pulita”
Binge eating: abbuffate senza comportamenti compensatori.
• Vigoressia (o dismorfia muscolare): ossessione per l’aumento della massa muscolare.
• Alimentazione disordinata non clinica: Comportamenti alimentari disfunzionali ma non diagnosticabili come DCA (saltare i pasti, uso di saune per perdere peso, pensieri ossessivi sul cibo).

Cause principali

• Pressione per la performance: richiesta di mantenere un peso ideale.
• Sport estetici o di peso: danza, ginnastica, lotta, ciclismo, ecc.
• Inizio precoce dell’attività agonistica.
• Ideali corporei promossi dai media e dall’ambiente sportivo.
• Assenza di figure professionali competenti (psicologi, nutrizionisti).

Sintomi da monitorare

• Fisici: perdita di peso, stanchezza cronica, amenorrea, infezioni frequenti.
• Comportamentali: evitamento dei pasti, esercizio segreto, isolamento sociale.
• Emotivi: ansia, depressione, ossessione per il cibo e il corpo.

 Effetti sulla performance sportiva

• Riduzione dell’energia disponibile → calo della resistenza e forza.
• Aumento del rischio di infortuni → ossa fragili, muscoli indeboliti.
• Compromissione della concentrazione e del sonno.
• Carriere più brevi e discontinue.
• Sintomi da fame: irritabilità, apatia, disturbi gastrointestinali, ritiro sociale.

Cosa Faremo?

Nel caso di un atleta con disturbo della nutrizione o dell’alimentazione il mio ruolo va ben oltre la semplice elaborazione del piano alimentare.

🧩 Accoglienza e valutazione iniziale

• Anamnesi completa: non solo dati fisici (peso, altezza, composizione corporea), ma anche storia alimentare, relazione con il cibo, comportamenti disfunzionali (restrizione, abbuffate, compensazioni).
• Ascolto empatico: il mio approccio è teso a considerare l’atleta come persona, non come “corpo sistemare”.
• Collaborazione con l’équipe: mi interfaccio con psicologi, medici, psichiatri e allenatori per costruire un percorso condiviso.

🛠️ Costruzione del piano nutrizionale

• Obiettivi realistici e graduali: non si punta subito al “peso ideale”, ma al recupero della salute e della funzionalità metabolica.
• Riabilitazione nutrizionale: reinserimento graduale dei cibi “tabù”, normalizzazione dei pasti, riduzione delle condotte compensatorie (vomito, esercizio eccessivo).
• Educazione alimentare: si lavora sulla consapevolezza e sulla fiducia nel corpo, non sul controllo ossessivo.

 🧠 Monitoraggio e adattamento continuo

• Controlli regolari: per valutare progressi fisici, psicologici e comportamentali.
• Adattamento del piano: in base a feedback, cambiamenti emotivi, fasi dell’allenamento o della competizione.
• Supporto motivazionale: passo dopo passo il mio obiettivo è quello di diventare un punto di riferimento emotivo, aiutando l’atleta a gestire ansia, frustrazione e senso di colpa.

🎯 Obiettivi finali

• Recupero della salute fisica e mentale.
• Ritorno allo sport in modo sano e sostenibile.
• Prevenzione delle ricadute.
• Autonomia alimentare: l’atleta impara a nutrirsi in modo equilibrato, senza paura o ossessioni.

Contatta la Dott.ssa Emanuela Agostinelli per prenotazioni e/o informazioni.

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